Dov’è carita e amore lì c’è Dio

Pubblicato giorno 16 giugno 2015 - In home page

San Paolo, ha proseguito, parlando alla Chiesa di Corinto evidenzia qual è la loro vera ricchezza: “Siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato”. Così, è l’esortazione dell’Apostolo delle Genti, “come siete ricchi, siate larghi anche in questa opera generosa” in “questa colletta”:

“Se avete tanta ricchezza nel cuore, questa ricchezza tanto grande – lo zelo, la carità, la Parola di Dio, la conoscenza di Dio – fate che questa ricchezza arrivi alle tasche. E questa è una regola d’oro. Quando la fede non arriva alle tasche, non è una fede genuina. E’ una regola d’oro che Paolo qui dice: ‘Voi siete ricchi in tante cose, adesso, così, siate larghi in questa opera generosa’. C’è questa contrapposizione fra ricchezza e povertà. La Chiesa di Gerusalemme è povera, è in difficoltà economica, ma è ricca, perché ha il tesoro dell’annuncio evangelico. E questa Chiesa di Gerusalemme, povera, ha arricchito la Chiesa di Corinto con l’annuncio evangelico; gli ha dato la ricchezza del Vangelo”.

Lasciarsi arricchire dalla povertà di Cristo
Voi, ha proseguito riprendendo San Paolo, che “siete ricchi economicamente e che siete ricchi, con tante cose, eravate poveri senza l’annuncio del Vangelo, ma avete arricchito la Chiesa di Gerusalemme, allargando il popolo di Dio”. “Dalla povertà viene la ricchezza – ha soggiunto Francesco – è uno scambio mutuo”. Ecco dunque il fondamento della “teologia della povertà”: “Gesù Cristo da ricco che era – dalla ricchezza di Dio – si è fatto povero”, si è abbassato per noi. E di qui allora il significato della prima Beatitudine “Beati i poveri di spirito”. Cioè “essere povero è lasciarsi arricchire dalla povertà di Cristo e non volere essere ricco con altre ricchezze che non siano quelle di Cristo”:

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