Don Luigi me lo avrebbe chiesto anche oggi!

Pubblicato giorno 14 novembre 2019 - Informatore Parrocchiale, Vita della comunità

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Quando ero bambino abitavo in via Rubens, 10.

Don Luigi Donati al n.11 (o al 13?) della stessa via. Eravamo parrocchiani di S. Protaso. Agli inizi degli anni ’50 fu ordinato sacerdote, poi venne destinato alla parrocchia dei Santi Nabore e Felice in piazzale Perrucchetti. Anch’io lasciai la zona per andare a risiedere al nuovo quartiere Feltre. Là, la chiesa era una baracca di legno a pianta rettangolare, identica a quelle degli operai dei cantieri edilizi.

Ci perdemmo di vista fino ad un certo giorno dell’estate 1968, qualche anno prima che don Luigi diventasse parroco di Mater Amabilis: Franca ed io salimmo per il ghiacciaio della Marmolada sulla cima di Punta Penìa e….incontrammo don Luigi che, nel frattempo, era salito dal Rif. Contrin per la via ferrata. “Che sorpresa! Come stai? I tuoi? Che cosa fai? Come mai sei qui?”.

Fu un incontro singolare e, in un certo senso, profetico, perché entrambi non potevamo sapere che noi, di lì a due anni, saremmo venuti ad abitare in via Ravizza e che lui, poco dopo, sarebbe diventato il nostro parroco.

La sua gioia fu così grande che, anche in occasioni importanti, desiderò che raccontassi a tutti questo episodio.

Pietro M. Boselli

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